
Le vacanze estive sono il momento in cui la nostra casa è più vulnerabile. Finestre chiuse, persiane abbassate e cassetta della posta piena spesso diventano segnali inequivocabili per chi cerca un’occasione. È proprio per prepararsi a questa eventualità che diventa importante scegliere il serramento antieffrazione giusto, che si tratti di portoncini d’ingresso o finestre.
Le classi RC (Resistance Class) sono definite dalla norma europea EN 1627 e classificano porte, finestre e serramenti in base alla loro capacità di resistere ai tentativi di scasso. Si va dalla classe RC1, che offre una protezione di base contro i tentativi manuali, fino alla classe RC6, pensata per ambienti ad altissimo rischio.
Ogni classe stabilisce i requisiti minimi di ferramenta, vetro, telaio e profilo che un serramento deve soddisfare per essere certificato. Non è un’etichetta estetica: è il risultato di test specifici.
Le porte blindate Finex sono certificate RC2, il che vuol dire che sono studiate per resistere a scasso con attrezzi semplici, mentre le finestre Internorm con tecnologia “I-tec” (che migliorano le prestazioni in termini di efficienza energetica, isolamento termico e acustico, sicurezza e stabilità) arrivano alla classe RC3.
La scelta della classe giusta dipende da tre variabili principali: il contesto abitativo, il livello di rischio percepito e la presenza di altri sistemi di sicurezza complementari.
Ad esempio per un piano terra o una villetta il rischio è più alto mentre all’interno di un palazzo, magari con una portineria, il rischio è più contenuto. Così come nelle aree con tassi di criminalità più alti è consigliabile pensare a sistemi maggiormente performanti indipendentemente dal tipo di immobile.
Capitolo a parte meritano i sistemi integrati, come allarme, telecamere e sistemi di videosorveglianza che abbassano il rischio effettivo. Poi la scelta dei serramenti antieffrazione dipende anche dal valore dei beni conservati in casa, oggetti preziosi, opere d’arte o attrezzature costose richiedono una protezione più elevata.
Per la maggior parte delle abitazioni private italiane, la scelta per i serramenti antieffrazione si concentra su RC2 e RC3. La differenza non è solo nel certificato: un serramento RC3 ha vetri stratificati più spessi, ferramenta rinforzata, profili con anima in acciaio e guarnizioni più robuste.
RC2 va bene se si abita in un condominio con accesso controllato, al secondo piano o superiori, magari con un impianto d’allarme attivo.
RC3 è consigliata se si sta al piano terra, ad esempio una villetta con giardino accessibile, soprattutto se non controllato da sistema di allarme.
Un serramento antieffrazione è composto da più parti, ognuna contribuisce a renderlo resistente e performante:
C’è da tenere a mente che alcune compagnie assicurative prevedono condizioni più favorevoli per immobili dotati di serramenti certificati RC3. Vale la pena verificarlo con il proprio consulente.
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Il team Finex è a tua disposizione per valutare il livello di protezione adatto ai diversi tipi di abitazioni o attività commerciali.
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